
Venerdì 7 marzo, le azioni Tesla hanno continuato la loro discesa, che dura da settimane, mentre l’azienda di veicoli elettrici di Elon Musk ha perso 700 miliardi di dollari di guadagni accumulati dopo le elezioni presidenziali statunitensi. Venerdì mattina, le azioni Tesla erano scese fino al 4,6% prima di riprendersi leggermente durante la sessione pomeridiana, ma la perdita complessiva di valore, pari a 700 miliardi di dollari, è stata comunque evidente. Le azioni di Tesla sono calate di oltre il 28% nell’ultimo mese, mentre da inizio anno sono scese di quasi il 32%, con una perdita del 48% rispetto al picco massimo.
Cali nelle Vendite: Un Segnale di Incertezza
Dopo la vittoria di Donald Trump il 5 novembre, Tesla era diventata una delle aziende più apprezzate dal mercato, sostenuta dalle aspettative che i legami stretti del CEO Musk con il Presidente avrebbero giovato all’azienda. Tuttavia, quelle speranze sono state oscurate dalle crescenti preoccupazioni riguardo al core business dell’azienda: la vendita di automobili. Questo ultimo calo segue una serie di battute d’arresto che hanno minato la fiducia degli investitori.
Un rapporto di gennaio ha rivelato che le vendite trimestrali di Tesla sono diminuite per la prima volta in un decennio, e i dati recenti suggeriscono che la casa automobilistica stia perdendo il predominio in mercati chiave come Europa e Cina. Nel 2024, le vendite globali di Tesla sono calate dell’1% per la prima volta in 13 anni, sebbene il mercato delle auto elettriche abbia visto un aumento del 25%. Negli Stati Uniti, le vendite sono calate del 7% nel 2024 e del 2% nei primi due mesi del 2025, secondo un articolo del Wall Street Journal.
Tuttavia, il crollo maggiore si è verificato fuori dagli Stati Uniti: in Germania (dove Musk ha interferito nella recente campagna elettorale a favore dell’estrema destra neonazista), le immatricolazioni di nuove Tesla sono diminuite del 76,3%, in Francia del 26% e in Cina del 49%.
Rischi per Tesla dal Coinvolgimento Politico di Musk?
Alcuni investitori temono che il crescente coinvolgimento di Musk in politica stia distogliendo la sua attenzione dalla gestione dell’azienda. “La scommessa sulle azioni Tesla, che inizialmente si pensava avrebbero beneficiato dell’influenza politica di Musk, non ha funzionato finora“, ha dichiarato Adam Sarhan, fondatore di 50 Park Investments. “Gli investitori che inizialmente si aspettavano enormi benefici dal coinvolgimento politico di Musk si sono eccitati troppo, e ora prevalgono le teste più fredde“.
Il Contesto Macroeconomico e la Concorrenza: Un Settore in Evoluzione
Le difficoltà di Tesla sono amplificate da un difficile contesto macroeconomico. Il fervore speculativo che ha spinto le azioni a massimi record post-elettorali è svanito, sotto la pressione di preoccupazioni sulla politica commerciale e la crescita economica degli Stati Uniti. L’S&P 500 è sceso di oltre il 7% dal suo picco, mentre il Nasdaq 100 è entrato in territorio di correzione.
A complicare ulteriormente la situazione, martedì 4 marzo, l’analista della Bank of America, John Murphy, ha abbassato il suo obiettivo di prezzo per il titolo di Tesla, riducendolo da 490 a 380 dollari. Murphy ha espresso preoccupazioni riguardo alle vendite lente di auto nuove, alla mancanza di aggiornamenti su veicoli convenienti, e all’incertezza riguardante l’iniziativa robotaxi di Tesla.
Ma il vero punto critico è la crescente concorrenza da parte di produttori di veicoli elettrici cinesi, nonché delle tradizionali case automobilistiche europee e americane, che stanno investendo pesantemente nel settore.
Cosa Aspetta Tesla?
La recente flessione del titolo di Tesla ha portato il valore azionario in una zona di “ipervenduto”, il che potrebbe preparare il terreno per un rimbalzo a breve termine. Possibili catalizzatori per una ripresa potrebbero includere un miglioramento delle cifre di vendita, un aggiornamento sugli sforzi per i robotaxi, o una più ampia ripresa dell’appetito degli investitori per azioni più rischiose.
Tuttavia, qualsiasi potenziale rally dovrà fare i conti con persistenti preoccupazioni sulla valutazione di Tesla. Il rapporto prezzo/utile forward della società rimane elevato a 88, significativamente più alto rispetto al multiplo di 21 dell’S&P 500. “Il rapporto prezzo/utile di Tesla è ancora molto vicino a 90, quindi le azioni sono ancora molto costose“, ha dichiarato Matt Maley, chief market strategist di Miller Tabak + Co..
Mentre Tesla naviga in un panorama incerto, gli investitori sono chiamati a decidere se la recente flessione rappresenti un’opportunità di acquisto o un segnale di avvertimento di sfide più profonde all’orizzonte.








