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USA-Europa: nuova intesa sui dazi, cosa cambia per l’automotive?

Un accordo commerciale che fa discutere: tra dazi, concessioni e reazioni contrastanti

La recente intesa commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi doganali, siglata in Scozia da Donald Trump e Ursula von der Leyen, sta facendo molto discutere il mondo dell’auto europeo. L’accordo, salutato da Trump come “ottimo per l’automotive americano”, introduce nuove tariffe del 15% sull’import di veicoli europei, segnando un netto peggioramento rispetto allo storico 2,5% in vigore da decenni, anche se inferiore al 25% minacciato in precedenza dagli USA.

Un’intesa dal sapore amaro per l’Europa

Bruxelles, secondo molte voci, avrebbe ceduto su numerosi fronti pur di evitare un’escalation commerciale. Il nuovo dazio al 15% colpisce pesantemente l’industria automobilistica europea, da sempre orientata all’export, in particolare Germania e Italia. A cambiare saranno anche le condizioni per altri settori, come semiconduttori e prodotti farmaceutici, inseriti nell’accordo con tariffe medie attorno al 4,8%.

Esenzioni e promesse future

Alcuni comparti restano esclusi dall’accordo, almeno per ora. È il caso dell’acciaio e dell’alluminio, ancora gravati da un’imposta del 50%. Ma si discute di un futuro compromesso con quote contingentate, simile a quanto già stabilito tra Londra e Washington. Tra i beni esenti ci sono anche aerei, componenti aeronautici, chimica specializzata, apparecchiature per chip e materie prime critiche.

L’Europa apre anche ai prodotti americani

L’Unione Europea, sempre secondo fonti vicine ai negoziati, avrebbe accettato di ridurre i dazi sulle auto americane dal 10% al 2,5%, un gesto distensivo volto a facilitare l’accesso reciproco ai mercati. Inoltre, entrambe le parti hanno promesso di collaborare su standard tecnici e ambientali, con l’obiettivo di uniformare normative su emissioni e veicoli connessi.

Energia e difesa: altre concessioni di Bruxelles

Oltre all’auto, l’accordo prevede acquisti energetici europei per 750 miliardi di dollari da fornitori statunitensi e investimenti per 600 miliardi sul territorio americano. Non solo: secondo Trump, l’UE si sarebbe impegnata anche ad acquistare equipaggiamenti militari USA in larga scala. Una versione non completamente confermata da fonti comunitarie.

Reazioni: entusiasmo americano, cautela europea

Mentre Trump ha definito l’accordo “potente” e “storico”, von der Leyen ha mantenuto toni più diplomatici, parlando di un “compromesso utile” in tempi incerti. In Europa i giudizi sono contrastanti:

  • Giorgia Meloni: “Positivo ci sia un accordo, ma servono dettagli per giudicarlo”.
  • Benjamin Haddad (Francia): “Intesa squilibrata, ma temporaneamente stabilizzante”.
  • Friedrich Merz (Germania): “Evitata un’escalation, ma l’industria auto resta esposta”.

Le associazioni di categoria italiane denunciano l’impatto negativo sull’agroalimentare e il peso aggiuntivo dovuto al rafforzamento del dollaro, che penalizza le esportazioni

L’accordo USA-UE sui dazi automobilistici sembra più una resa negoziata che una vittoria strategica per Bruxelles. La volontà di evitare una guerra commerciale ha portato a importanti concessioni, con effetti ancora da valutare pienamente sul lungo termine per il settore auto europeo. La partita resta aperta, soprattutto sulle future trattative per acciaio, energia e investimenti.

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