Da fabbrica di piastrelle a impianto per auto: è questa la trasformazione che vedrà protagonista lo stabilimento di Agnani (FR), acquisito da DR Automobiles. Il gruppo molisano guidato da Massimo Di Risio, già attivo in Italia con i marchi DR, Evo, Sportequipe e Ich-X, ha acquistato l’impianto laziale dal gruppo Saxa, precedentemente dedicato alla produzione di piastrelle in gres porcellanato.
Il sito sarà completamente riconvertito grazie all’intervento della Janama srl, nuova società controllata al 100% da DR Automobiles, che si occuperà di adeguare la struttura alla produzione e assemblaggio di veicoli. Con questa operazione, la Janama ha assorbito i 67 lavoratori di Saxa Gres, con la possibilità concreta di nuove assunzioni in futuro.
Investimenti da 50 milioni per produrre auto da zero
Durante un incontro ufficiale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza di enti locali, regioni (Lazio e Umbria) e rappresentanze sindacali, DR ha annunciato un piano di investimento da 50 milioni di euro. L’obiettivo? Trasformare Agnani in un vero hub industriale automobilistico, dove le auto saranno costruite da zero e non più semplicemente assemblate da kit già parzialmente pronti.
A differenza dello storico sito di Macchia d’Isernia, dove le vetture cinesi vengono completate al 70%, lo stabilimento di Agnani punta a una produzione integrata con componenti italiani e tecnologie sostenibili, segnando così il passaggio da importatore ad autentico costruttore di automobili.
Un nuovo futuro per il settore auto nel Lazio
Con questa iniziativa, nasce ufficialmente il secondo polo automobilistico del Lazio, accanto a quello già esistente a Cassino di Stellantis, oggi in forte calo produttivo: dalle 135.000 vetture prodotte nel 2017 si è passati a sole 26.850 unità nel 2024.
La novità è stata accolta con entusiasmo dalle sigle sindacali. Secondo Filctem-Cgil, “l’iniziativa della DR rappresenta un’importante boccata d’ossigeno per un territorio colpito dalla crisi dell’automotive e dalla contrazione produttiva negli stabilimenti Stellantis”.
Il progetto DR è ambizioso, ma potrebbe essere proprio ciò di cui il settore ha bisogno per rilanciare l’industria automobilistica italiana partendo da una filiera corta, sostenibile e radicata nel territorio.










