
Ursula Von der Leyen e Donald Trump siglano l’intesa: benefici per imprese, consumatori e stabilità economica
È ufficiale: Stati Uniti e Unione Europea hanno concluso un accordo sui dazi, che entrerà in vigore dal 1° settembre 2025. La nuova intesa stabilisce una tariffa unica del 15% per diverse categorie di prodotti, inclusi veicoli e componenti auto, segnando un’importante riduzione rispetto all’attuale 27,5%.
“Prevedibilità per le imprese, stabilità per l’economia e sicurezza per l’occupazione in Europa”, ha dichiarato Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Europea.
Cosa prevede l’accordo commerciale
La nuova intesa prevede che:
- I beni soggetti a dazi pari o superiori al 15% non subiranno ulteriori aumenti.
- Prodotti come sughero, aeromobili, farmaci generici e precursori chimici saranno soggetti solo alle tariffe “Nazione più favorita” (NPF).
- L’aliquota per le auto e i componenti scenderà al 15%, un cambiamento significativo per il settore automotive europeo.
Questo cambiamento avverrà parallelamente alla riduzione dei dazi da parte dell’UE su alcuni prodotti americani, favorendo una maggiore apertura reciproca dei mercati.
Un freno alla guerra commerciale
Il nuovo patto sospende ufficialmente, a partire dal 7 agosto, le contromisure europee contro i prodotti statunitensi adottate a fine luglio. Secondo la dichiarazione congiunta, l’accordo sarà formalizzato dalla Commissione Europea in collaborazione con Stati membri e Parlamento.
Viene inoltre affrontato un tema cruciale come quello dell’acciaio e dell’alluminio, con l’impegno reciproco a contrastare la sovracapacità globale e a rafforzare le catene di approvvigionamento.
Un nuovo equilibrio transatlantico
L’intesa rappresenta un passo avanti nella cooperazione economica tra le due potenze, con effetti positivi attesi su export, occupazione e stabilità industriale. Il comparto automobilistico europeo, in particolare, beneficerà di maggiore competitività sul mercato americano.
Un accordo che, nelle parole dei leader, “rafforza le relazioni transatlantiche” e mira a “generare crescita e benessere duraturo su entrambe le sponde dell’Atlantico”.









