
Il CEO Antonio Filosa accelera la riorganizzazione del gruppo nel Vecchio Continente. Obiettivo: rilanciare la redditività e riposizionare i brand premium. Ma Stellantis smentisce lo stop ai progetti DS.
Un nuovo corso per Stellantis
Dopo soli quattro mesi dal suo insediamento, Antonio Filosa, nuovo CEO di Stellantis, ha iniziato a imprimere una svolta profonda alla strategia del gruppo in Europa.
La missione del manager italiano è chiara: rilanciare la redditività e rafforzare l’identità dei marchi, dopo un biennio di risultati deludenti e un contesto di mercato in rapido cambiamento.
Secondo quanto riportato dal settimanale francese L’Argus, la nuova strategia prevedrebbe una revisione radicale del marchio DS Automobiles, con la cancellazione dei futuri modelli DS 3 e DS 4, previsti rispettivamente per il 2028 e il 2029. Una notizia che ha immediatamente acceso l’attenzione del mercato, segnando l’inizio concreto della “cura Filosa”.
Un gruppo sotto pressione
I numeri spiegano bene il perché di questa accelerazione. Tra il 2023 e il 2024 il fatturato di Stellantis è diminuito del 17%, mentre l’utile netto è crollato del 70%.
Il primo semestre del 2025 ha addirittura registrato una perdita di 2,3 miliardi di euro, un risultato che ha messo in allarme analisti e investitori. Il gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA si trova oggi in una fase di profonda transizione, segnata dal rallentamento del mercato elettrico, dall’aumento dei costi industriali e dalla crescente competizione asiatica.
Giovedì 30 ottobre saranno pubblicati i conti del terzo trimestre e, in attesa di un segnale di inversione, Filosa è chiamato a mostrare ai mercati una visione chiara e decisioni rapide.
Il doppio fronte di Filosa: Stati Uniti ed Europa
Sul fronte americano, il nuovo CEO ha già mosso le prime pedine. Lo scorso 15 ottobre ha annunciato un piano d’investimenti da 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti entro il 2029.
L’obiettivo è rilanciare Jeep e i marchi americani attraverso cinque nuovi modelli e diciannove restyling, rafforzando la presenza industriale e commerciale del gruppo oltreoceano.
Ma l’altra parte della sfida, forse la più complessa, si gioca in Europa, dove il portafoglio Stellantis conta dodici marchi — da Peugeot a Fiat, da Opel a Citroën, passando per i brand premium DS, Alfa Romeo, Lancia e Maserati.
Qui, Filosa ha avviato un processo di riposizionamento strategico: ogni marchio dovrà ridefinire la propria missione, il target e la gamma prodotti in base alla redditività e alla coerenza d’immagine.
DS Automobiles: il brand francese verso un nuovo posizionamento
Il primo banco di prova è DS Automobiles, marchio simbolo del lusso francese nato nel 2014 come costola di Citroën.
Nonostante ambizioni elevate, DS non ha mai raggiunto i volumi e il prestigio sperati: nel 2024 le vendite globali sono calate del 27%, mentre in Francia la quota di mercato è scesa all’1,06%.
Per Filosa, il futuro di DS deve passare da un ritorno alla vocazione premium autentica. Ciò significa abbandonare i segmenti inferiori e concentrarsi su modelli di fascia C+ e D, più esclusivi e redditizi, dove il brand possa davvero differenziarsi da Peugeot e Opel.
Secondo indiscrezioni, proprio per questa ragione sarebbero stati congelati i progetti della nuova DS 3 e DS 4.
La DS 3 (progetto D31), prevista come elettrica compatta “cugina” della Peugeot e-208, rischierebbe di sovrapporsi a quest’ultima.
La DS 4, invece, erede della compatta appena aggiornata, avrebbe dovuto tornare a essere prodotta in Francia o in Italia, ma anch’essa potrebbe essere accantonata in attesa di un piano di rilancio più coerente.

La smentita di Stellantis: “Nessuna decisione definitiva”
Nonostante le indiscrezioni, il gruppo ha voluto chiarire la propria posizione.
«DS Automobiles smentisce le affermazioni riportate da L’Argus. Nessuna decisione è stata presa per cancellare lo sviluppo di futuri modelli DS», ha dichiarato un portavoce di Stellantis.
L’azienda ha aggiunto che il marchio sta proseguendo con un’offensiva di prodotto, con tre nuovi modelli in arrivo nei prossimi 18 mesi, e che il piano strategico generale del gruppo verrà presentato nella prima metà del 2026.
L’obiettivo dichiarato è «soddisfare le aspettative di un mercato premium sempre più esigente», rafforzando la coerenza e la redditività della gamma.

Le prossime DS “made in Italy”
Nel frattempo, restano confermati i prossimi due modelli del marchio:
- la DS 8, berlina di alta gamma presentata nel 2025,
- e la nuova DS 7, attesa per la primavera 2026.
Entrambe saranno prodotte nello stabilimento di Melfi, in Italia, a conferma del ruolo crescente che gli impianti italiani stanno assumendo nella strategia europea del gruppo.
Ristrutturazione più ampia: nel mirino anche Alfa Romeo, Lancia e Maserati
La riorganizzazione non si ferma a DS. Anche altri brand europei di Stellantis stanno affrontando una fase di revisione profonda.
Alfa Romeo, ad esempio, deve ancora chiarire il futuro dei suoi due modelli di punta: Giulia e Stelvio. Entrambi assegnati allo stabilimento di Cassino, i progetti sono stati posticipati al 2027, per consentire lo sviluppo di versioni ibride accanto a quelle completamente elettriche.
Lancia prosegue invece il proprio percorso di rinascita, iniziato con la nuova Ypsilon, mentre Maserati dovrà definire il proprio posizionamento nel segmento luxury, oggi sempre più affollato e competitivo.
La visione di Xavier Peugeot: “DS resta strategico”
A difendere il marchio DS è intervenuto anche Xavier Peugeot, direttore generale del brand dal febbraio 2025.
Durante la presentazione del restyling della DS 4, Peugeot ha ribadito che “DS resta un marchio strategico per Stellantis, profittevole e con un’identità unica”.
Ha inoltre escluso un ritorno a un modello di business simile al passato, quando DS era percepita come una semplice estensione premium di Citroën.
«Il nostro obiettivo – ha spiegato – è consolidare il valore del marchio, puntando su design, innovazione e qualità percepita. Non vogliamo crescere nei volumi, ma nella desiderabilità».
Un futuro tra selettività e identità
La linea guida della nuova strategia europea di Filosa sembra dunque orientata alla selettività.
Meno modelli, più valore; meno sovrapposizioni, più identità.
Una visione coerente con le dinamiche attuali del mercato auto, dove i margini contano più dei volumi e la differenziazione di brand è vitale per sopravvivere in un panorama sempre più competitivo.
Se questa “cura Filosa” riuscirà a riportare DS — e più in generale Stellantis — verso una crescita sostenibile, il 2026 potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase di consolidamento per uno dei gruppi automobilistici più complessi e diversificati del mondo.









