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Ponte sullo Stretto di Messina: la Corte dei Conti boccia il progetto, ma il Governo non si ferma

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina subisce una brusca frenata. Dopo mesi di dibattiti, la Corte dei Conti ha deciso di non approvare la delibera Cipess che ad agosto aveva dato il via libera definitivo all’opera da 13,5 miliardi di euro.
Una decisione arrivata al termine di una lunga udienza – oltre cinque ore di discussione e quattro di camera di consiglio – che, di fatto, blocca la bollinatura necessaria per procedere con i lavori.

Troppe incognite sul progetto

Le motivazioni ufficiali della Corte saranno rese note nei prossimi giorni, ma da quanto trapela emergono numerose criticità.
Tra i punti più contestati figurano:

  • l’attendibilità delle stime di traffico previste,
  • la conformità alle norme ambientali e antisismiche,
  • la compatibilità con le regole europee in caso di superamento dei costi iniziali,
  • e la mancanza di chiarezza negli atti presentati dai ministeri competenti.

Insomma, troppi dubbi per un’infrastruttura che verrebbe finanziata interamente con fondi pubblici e che richiede un’analisi “attentissima”, come sottolineato dai magistrati contabili.

Tempesta politica: scontro tra Governo e magistratura

La decisione ha immediatamente acceso lo scontro politico.
La Premier Giorgia Meloni ha criticato la scelta della Corte, parlando di “interferenza nelle decisioni del Governo e del Parlamento”, e ha assicurato che l’Esecutivo non intende fermarsi.

Più duro il commento del ministro Matteo Salvini, che ha definito la bocciatura “un danno per il Paese”:

“I Paesi più avanzati investono in tecnologia e intelligenza artificiale, in Italia si cerca di bloccare un ponte. È inaccettabile e incredibile.”

Opposizione in pressing, ma il Governo tira dritto

Dall’altra parte, le forze di opposizione chiedono di fermare definitivamente il progetto, ritenuto troppo costoso e rischioso.
Il Governo, tuttavia, sembra intenzionato a ripresentare la delibera Cipess in Consiglio dei Ministri, bypassando la Corte dei Conti tramite una procedura prevista dalla legge – seppure mai utilizzata per opere di questa portata.
L’obiettivo: ottenere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e andare avanti comunque.

Un ponte tra sogno e realtà

Il Ponte sullo Stretto continua così a dividere l’Italia: tra chi lo considera un simbolo di progresso e chi teme un disastro economico e ambientale.
La vicenda, ormai, è molto più che una questione ingegneristica: è uno scontro politico e istituzionale che potrebbe segnare una pagina importante della storia delle infrastrutture italiane.

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