
In una settimana il gruppo ha cancellato tre contratti strategici per i materiali delle batterie. Un segnale forte del nuovo corso voluto dal CEO Antonio Filosa, pronto a riscrivere la transizione elettrica di Stellantis.
Tre contratti stracciati in cinque giorni
Nel giro di pochi giorni, Stellantis ha sorpreso analisti e partner industriali rescindendo tre accordi chiave per la fornitura di materiali destinati alle batterie dei futuri modelli elettrici.
Le rescissioni riguardano i contratti con Novonix, Alliance Nickel e Westwater Resources — tre aziende strategiche per la fornitura di grafite sintetica, nickel e cobalto.
Una mossa che conferma il profondo ripensamento della strategia industriale avviato dal nuovo CEO Antonio Filosa, subentrato a Carlos Tavares, e che potrebbe anticipare un cambio di paradigma nel piano “Dare Forward 2030”.
Dalla prudenza di Tavares alla flessibilità di Filosa
Sotto la guida di Carlos Tavares, Stellantis aveva adottato una visione “controllata” della transizione elettrica: elettrificazione completa in Europa entro il 2030, ma con investimenti misurati e un’attenzione rigorosa ai costi di produzione.
Con Antonio Filosa, già protagonista del rilancio di Jeep in Nord America, l’approccio cambia: meno vincoli contrattuali, più adattabilità e una chiara volontà di rimodellare la catena del valore dell’elettrico per adeguarsi al rallentamento della domanda e all’incertezza dei mercati.
Il messaggio è chiaro: serve flessibilità industriale per non restare intrappolati in accordi rigidi mentre l’evoluzione dell’elettrico entra in una fase di transizione più lenta.
Le “incompatibilità tecniche” che nascondono una nuova strategia
Il primo segnale è arrivato il 4 novembre, con la fine della collaborazione con Novonix, partner australiano che produceva grafite sintetica per gli impianti nordamericani.
La motivazione ufficiale parla di “incompatibilità tecniche”, ma la decisione appare tutt’altro che casuale.
Pochi giorni dopo, il 7 novembre, stessa sorte per Westwater Resources, con la rescissione dell’accordo di fornitura di materiali anodici in grafite. Il gruppo americano ha sospeso la sindacazione del debito legato al progetto, mentre Stellantis ha comunicato che potrebbe rivalutare l’intesa solo alla luce delle nuove priorità di mercato.
Nello stesso giorno, infine, è arrivata la rottura con Alliance Nickel, che avrebbe dovuto fornire 170.000 tonnellate di nickel solfato e 12.000 tonnellate di cobalto solfato in cinque anni. Nonostante Stellantis detenga l’11,5% della società, il contratto si chiuderà ufficialmente il 3 dicembre 2025.
Un nuovo mosaico di alleanze: dalla Cina alla Spagna
Dietro queste mosse, si intravede una riconfigurazione globale della strategia industriale.
Stellantis, infatti, non rinuncia all’elettrico, ma riposiziona i propri investimenti:
- In Spagna, sta nascendo una gigafactory di batterie in partnership con la cinese CATL, leader mondiale del settore.
- In parallelo, l’alleanza con Leapmotor apre la porta alla produzione di auto elettriche cinesi in Europa, con un occhio alla competitività dei costi e alla rapidità di sviluppo.
Una strategia che potrebbe sembrare contraddittoria, ma che riflette una precisa volontà: conservare flessibilità e ridurre i rischi legati alla volatilità del mercato delle materie prime.
L’attesa per il nuovo piano industriale
Il 2025 sarà un anno cruciale per Stellantis.
Il gruppo dovrà chiarire come intende bilanciare gli investimenti tra elettrico, ibrido e motori termici, e quale ruolo avranno gli stabilimenti europei — a partire da quelli italiani, oggi al centro del dibattito con i sindacati.
Il nuovo piano industriale, che Filosa dovrebbe presentare entro la metà del 2025, sarà il vero banco di prova:
riuscirà Stellantis a mantenere la leadership nel mercato globale dell’elettrico, senza rinunciare alla redditività e alla competitività dei marchi storici come Fiat, Peugeot, Jeep e Opel?
Conclusione: un “reset” per ripartire
Più che un passo indietro, la scelta di Filosa sembra un reset strategico.
L’obiettivo non è frenare l’elettrificazione, ma ripensarla in chiave realistica, per affrontare un mercato che — dopo l’entusiasmo iniziale — richiede ora prodotti più accessibili, filiere più snelle e tempi più rapidi.
Il 2025 sarà l’anno in cui Stellantis dovrà dimostrare se questo nuovo approccio potrà davvero garantire sostenibilità industriale e ambientale, restando fedele alla promessa di un futuro a zero emissioni.









