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In Italia le auto restano ferme per il 95% del tempo: costi alle stelle, mobilità sostenibile in lieve crescita

Nel 2025 la mobilità italiana continua a ruotare attorno all’automobile, ma tra costi in aumento, età media elevata del parco circolante e un trasporto pubblico in difficoltà, il modello attuale mostra segnali sempre più evidenti di insostenibilità. Questo è il quadro tracciato da Audimob – Rapporto sulla mobilità degli italiani, lo studio annuale di Isfort, giunto alla 22ª edizione e realizzato con il supporto scientifico di Agens e Asstra e con il sostegno della Fondazione Nazionale delle Comunicazioni.

Auto sempre protagonista… ma quasi sempre ferma

Secondo il rapporto, in Italia circolano 41,3 milioni di automobili, un numero che conferma la centralità di questo mezzo negli spostamenti quotidiani. Tuttavia, i dati raccontano un paradosso: le vetture restano parcheggiate per oltre il 95% del tempo, diventando un costo fisso particolarmente pesante per le famiglie.

Nel 2024 la spesa media mensile per un’automobile è stata di 334 euro a nucleo familiare, per un totale di 8,75 miliardi di euro al mese e 105 miliardi in un anno. Un peso economico accentuato dall’elevata anzianità del parco auto nazionale, che richiede maggiori costi di manutenzione e carburante.

Elettrico al palo: perché non decolla

Mentre molti Paesi europei stanno accelerando sulla transizione verso la mobilità elettrica, in Italia il settore resta quasi immobile. Il rapporto evidenzia come l’elettrico non riesca ancora a conquistare la fiducia dei cittadini, frenato da:

  • scarsa diffusione delle infrastrutture di ricarica;
  • prezzi elevati dei veicoli;
  • dubbi legati all’autonomia;
  • scarsa domanda, che riduce gli incentivi di mercato.

Il risultato è uno scenario in cui l’auto tradizionale rimane dominante, pur essendo costosa e poco sostenibile.

Trasporto pubblico: lieve ripresa, ma investimenti insufficienti

Una nota positiva emerge dalla soddisfazione degli utenti verso bus, metro e treni, che mostra una timida risalita. Nonostante ciò, il trasporto pubblico locale continua a indebolirsi, soprattutto per la mancanza di investimenti adeguati.

Il settore, già colpito da anni di sottofinanziamenti, si trova ora a dover affrontare nuove sfide:

  • rinnovo delle flotte;
  • potenziamento della rete;
  • digitalizzazione dei servizi;
  • necessità di incremento della frequenza e dell’affidabilità.

Senza un sostegno strutturale, la sua capacità di attrarre nuovi utenti resterà limitata.

Gli spostamenti degli italiani nel 2025: calano piede e auto, crescono bici e moto

Interessanti i dati relativi alle abitudini di spostamento nel primo semestre 2025, che mostrano cambiamenti sottili ma significativi:

  • Spostamenti a piedi: dal 21,3% del 2024 al 20,6%
  • Uso dell’auto: dal 63,1% al 60,8%
  • Trasporto pubblico: dall’8% all’8,9%
  • Bicicletta: dal 4,1% al 5,2%
  • Moto: dal 3,5% al 4,5%

Il dato complessivo più rilevante riguarda il tasso di mobilità sostenibile, che passa dal 33,4% del 2024 al 34,7% del 2025. Una crescita lenta, ma che conferma una maggiore attenzione verso forme di trasporto alternative, più economiche e meno impattanti.

Intermodalità: un potenziale ancora da sviluppare

Nonostante i miglioramenti registrati da alcune modalità di trasporto, l’Italia rimane indietro sul fronte dell’intermodalità, ovvero la capacità di combinare più mezzi di trasporto nello stesso spostamento (auto + bus, bici + treno, ecc.).

Le cause principali:

  • carenza di parcheggi di interscambio;
  • poche ciclostazioni sicure;
  • orari e servizi non integrati;
  • insufficiente digitalizzazione.

Eppure è proprio l’intermodalità uno dei pilastri della mobilità sostenibile moderna, capace di ridurre il traffico e aumentare l’efficienza degli spostamenti.

Un’Italia che si muove, ma con difficoltà strutturali

Il Rapporto Audimob 2025 fotografa un Paese ancora profondamente legato all’auto, nonostante costi elevati, inefficienza nell’utilizzo e un contesto economico che rende sempre più difficile mantenerla. Al contempo, si intravede una maggiore sensibilità verso la mobilità sostenibile, con il trasporto pubblico che, pur tra mille difficoltà, tenta una ripresa.

Perché questa tendenza si trasformi in una reale evoluzione occorreranno:

  • investimenti consistenti nel trasporto pubblico;
  • politiche serie per la transizione energetica;
  • più infrastrutture per bici ed elettrico;
  • un vero progetto nazionale per l’intermodalità.

Solo così sarà possibile ridurre il peso (economico, ambientale e sociale) di un sistema che oggi poggia quasi interamente sulle automobili — peraltro utilizzate appena il 5% del tempo.

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