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Motori endotermici, l’UE cambia strada: verso l’annullamento dello stop previsto per il 2035

La Commissione europea sarebbe pronta a compiere un passo decisivo nella revisione delle politiche del Green Deal applicate al settore automobilistico. Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, Bruxelles si appresterebbe infatti a revocare il divieto di vendita di nuove auto a benzina e diesel dal 2035, segnando un cambio di rotta significativo rispetto alla linea finora sostenuta.

A rilanciare l’indiscrezione è stato Manfred Weber, leader del PPE, che ha parlato di un incontro “risolutivo” con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Da quanto trapelato, la presidente sarebbe pronta a sostenere la cancellazione del bando, aprendo così la strada a un futuro in cui i motori endotermici resteranno ancora parte del mercato europeo.

Una decisione maturata sotto forti pressioni politiche

Il possibile dietrofront non nasce dal nulla: a pesare sulla scelta sono stati soprattutto gli interventi di alcuni governi chiave dell’Unione. Tra questi, quello del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha più volte espresso la necessità di rivedere il calendario della transizione per tutelare industria, posti di lavoro e competitività del settore automotive europeo.

Determinante anche l’iniziativa diplomatica guidata da Giorgia Meloni, che insieme al premier polacco Donald Tusk e ad altri leader europei ha inviato una lettera congiunta alla Commissione per chiedere una revisione della normativa. I firmatari hanno sottolineato come un divieto totale, senza alternative intermedie, rischierebbe di mettere in difficoltà numerosi Paesi e sistemi produttivi.

Cosa potrebbe cambiare adesso

L’annuncio ufficiale è atteso per il 16 dicembre, data in cui la Commissione presenterà il nuovo pacchetto di misure sulla mobilità. L’ipotesi più probabile è che il bando del 2035 venga sostituito da obiettivi più flessibili di riduzione delle emissioni, lasciando spazio a un mix tecnologico più ampio. Tra le soluzioni considerate rientrerebbero:

  • l’uso di carburanti sintetici ed e-fuel,
  • una maggiore valorizzazione dei biocarburanti avanzati,
  • un ruolo più centrale per ibridi e motori termici di nuova generazione,
  • una revisione graduale delle soglie di emissione anziché un divieto totale.

Le reazioni del settore

Se da un lato diversi Stati e produttori accoglierebbero positivamente la revisione, dall’altro alcune associazioni e realtà industriali legate alla mobilità elettrica temono che un allentamento delle regole possa rallentare la transizione ecologica e ridurre gli investimenti già avviati.

In ogni caso, una cosa appare chiara: la discussione sul futuro dell’automotive europeo è tutt’altro che chiusa, e la decisione di Bruxelles potrebbe ridefinire gli equilibri del settore per i prossimi decenni.

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