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Lo Sapevi Che… Salvini vuole riscrivere il Codice della Strada? Ecco cosa potrebbe cambiare 🚛

Multe più semplici, documenti completamente digitali e patente per i camion già a 17 anni. La proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) punta a modificare profondamente le regole della circolazione stradale in Italia.

Non si tratterebbe di una semplice modifica del Codice della Strada, ma di una vera e propria riscrittura dell’intero sistema normativo.

Il progetto è stato presentato alle associazioni di categoria il 21 luglio 2026 e il MIT punta a raccogliere osservazioni e proposte dagli stakeholder entro il 13 settembre, con l’obiettivo di portare una nuova legge delega in Parlamento entro l’autunno 2026.

Lo sapevi che le multe potrebbero diventare molto più semplici?

Uno degli interventi più importanti riguarda il sistema delle sanzioni.

Oggi esistono 82 diverse fasce sanzionatorie, con combinazioni differenti tra importi delle multe, punti sulla patente e sospensioni.

La proposta prevede di ridurle drasticamente, passando da 82 a circa 21 fasce.

L’obiettivo è accorpare le violazioni simili e rendere le sanzioni più semplici da comprendere e applicare in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Per gli automobilisti significherebbe avere un sistema meno complicato e più facilmente interpretabile

.

Patente e libretto potrebbero diventare completamente digitali

Un’altra grande novità riguarda la digitalizzazione.

Se il progetto dovesse essere approvato, in futuro potrebbe non essere più necessario portare con sé la patente di guida e la carta di circolazione in formato cartaceo.

I documenti e le relative informazioni sarebbero infatti disponibili attraverso le banche dati digitali, permettendo alle autorità di verificare i dati direttamente durante i controlli.

Anche i verbali potrebbero diventare completamente elettronici: le forze dell’ordine avrebbero la possibilità di compilare digitalmente le contravvenzioni.

Le notifiche delle multe verrebbero inoltre effettuate prioritariamente tramite SEND, la piattaforma nazionale per la gestione digitale delle notifiche a valore legale della Pubblica Amministrazione.

Anche le sanzioni accessorie potrebbero essere registrate automaticamente negli archivi informatici, riducendo la burocrazia e rendendo più difficile la falsificazione dei documenti.

🚚 Lo sapevi che si potrebbe guidare un camion già a 17 anni?

Tra le proposte più particolari c’è quella relativa ai mezzi pesanti.

Il progetto nasce anche dalla necessità di affrontare la carenza di autisti professionali che interessa il settore della logistica e dei trasporti.

La novità più significativa sarebbe la possibilità di conseguire la patente C1 a 17 anni, abbassando di un anno l’attuale limite minimo.

I giovani conducenti potrebbero guidare veicoli pesanti fino a 7,5 tonnellate, ma con precise condizioni: il minore dovrebbe essere accompagnato da un conducente esperto, in possesso da diversi anni di una patente di categoria superiore.

Il meccanismo ricorderebbe quello già previsto per la guida accompagnata.

E la CQC?

La proposta interviene anche sulla CQC, la Carta di Qualificazione del Conducente.

In determinate condizioni, sarebbe possibile iniziare a guidare mezzi pesanti senza possedere inizialmente la CQC, purché il trasporto non sia effettuato per finalità commerciali dirette oppure rientri nelle specifiche deroghe previste dalla normativa.

L’obiettivo è facilitare l’ingresso dei giovani nel settore e favorire il ricambio generazionale tra gli autisti professionali.

Una riforma che potrebbe cambiare molto

La proposta del MIT punta quindi a intervenire su diversi aspetti della mobilità: dalle multe alla digitalizzazione, passando per le patenti e la guida dei mezzi pesanti.

Se il progetto arriverà all’approvazione definitiva, gli automobilisti potrebbero trovarsi davanti a un Codice della Strada più digitale, più semplice nella gestione delle sanzioni e con nuove regole per l’accesso alla guida professionale.

Per ora, però, si tratta di una proposta di legge delega: prima dell’eventuale entrata in vigore delle nuove regole saranno necessari l’iter parlamentare e i successivi provvedimenti attuativi.

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