
Parigi, 27 agosto 2026 – In un intervento al Medef, il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, ha ribadito con forza la linea già annunciata per l’Italia: nessuno stabilimento in Francia verrà chiuso, nonostante il problema strutturale della sovracapacità produttiva in Europa.
Il gruppo conta attualmente 12 stabilimenti in Francia e circa 38.000 dipendenti, con il 22% delle attività globali di ingegneria concentrate nel Paese. La soluzione, secondo Filosa, non è ridimensionare, ma reinventare l’uso degli impianti.
🏭 La strategia: aprire le fabbriche ai partner cinesi
Per saturare la capacità in eccesso, Stellantis punta su un modello industriale flessibile: condividere gli stabilimenti con i costruttori cine si
«Invece di chiudere la fabbrica, condivideremo questa capacità con uno dei loro marchi», ha dichiarato Filosa, citando il caso di Rennes, dove il gruppo ospiterà la produzione del brand Voyah (del partner Dongfeng).
Questa scelta si inserisce nell’accordo siglato a maggio per una joint venture europea (controllata al 51% da Stellantis) che inizialmente si occuperà della distribuzione di modelli premium elettrificati, per poi estendersi alla produzione locale.
🇮🇹 La stessa promessa fatta all’Italia
Le rassicurazioni di Filosa per la Francia ricalcano fedelmente quanto già dichiarato per il nostro Paese.
- Il 29 maggio, il responsabile Europa Emanuele Cappellano aveva escluso tagli in Italia, assicurando nuovi modelli e investimenti per tutti gli stabilimenti, da Melfi a Pomigliano, passando per Cassino, Termoli e Atessa.
- La riduzione della capacità europea (da 4,3 a 3,5 milioni di unità) non coinvolgerà gli impianti italiani, come ribadito da Filosa davanti alle commissioni parlamentari il 17 giugno.
⚠️ Il nodo irrisolto: la sovracapacità resta
Nonostante gli impegni, il problema di fondo rimane. Stellantis deve adattare una rete industriale pensata per volumi molto più alti a un mercato europeo in contrazione.
Filosa ha individuato cinque grandi trasformazioni in atto:
- regionalizzazione dei mercati,
- elettrificazione,
- ascesa dei costruttori cinesi,
- pressione sui costi,
- nuove tecnologie (come l’IA).
Il CEO ha ammesso che la precedente strategia era stata «troppo ottimista», specie sulla velocità dell’elettrificazione. Ora, dopo il reset strategico, il gruppo è in fase di recupero, con ricavi in crescita del 10% e un miglioramento di 1,5 miliardi di euro nella profittabilità nel primo semestre 2026.
🇪🇺 Appello a Bruxelles: più “Made in Europe” e flessibilità sulle CO2
Filosa ha anche lanciato un messaggio all’UE, chiedendo:
- il rafforzamento del principio “Made in Europe” , con regole eque tra costruttori europei e importatori (l’86% delle auto Stellantis vendute in Europa è prodotto nel continente);
- maggiore flessibilità sugli obiettivi CO2, in particolare per i veicoli commerciali leggeri, dove la domanda di elettrico è ancora lontana dai target normativi.
🔎 In sintesi
| Punto chiave | Dettaglio |
|---|---|
| Chiusure | Escluse sia in Francia che in Italia |
| Strategia | Condivisione degli impianti con partner cinesi (es. Dongfeng a Rennes) |
| Problema | Sovracapacità europea da 3,5 milioni di unità |
| Recupero | Ricavi +10%, profittabilità +1,5 mld € nel 1H 2026 |
| Richiesta all’UE | Più “Made in Europe” e flessibilità sulle CO2 |









