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Bollo auto, dal 2027 cambiano scadenze e regole: cosa sapere

Il bollo auto non sarà abolito, ma il suo sistema di gestione è destinato a cambiare. La riforma dei tributi regionali punta infatti a rendere più uniforme il pagamento della tassa automobilistica, intervenendo soprattutto su scadenze, nuove immatricolazioni, noleggio a lungo termine e gestione delle banche dati.

Le modifiche saranno introdotte gradualmente: alcune misure sono previste già dal 2027, mentre il nuovo sistema dovrebbe diventare operativo in maniera più ampia dal 2028.

Nuove regole per il primo pagamento

Una delle principali novità riguarda le auto appena immatricolate.

L’obiettivo della riforma è uniformare a livello nazionale il termine entro cui deve essere pagato il primo bollo. In particolare, per chi acquista un’auto nuova, il pagamento dovrebbe essere effettuato entro la fine del mese successivo a quello dell’immatricolazione, considerando per intero il mese in cui il veicolo è stato immatricolato.

Una modalità già adottata da alcune Regioni potrebbe quindi diventare uno standard valido su tutto il territorio nazionale.

Anche i successivi rinnovi dovrebbero seguire un sistema di scadenze più omogeneo, riducendo le differenze oggi presenti tra le varie amministrazioni regionali.

Bollo auto e pagamenti digitali

La riorganizzazione non dovrebbe modificare le modalità di pagamento già disponibili.

Gli automobilisti potranno continuare a utilizzare i servizi online e le piattaforme digitali predisposte per il versamento del bollo, ma resteranno disponibili anche i canali fisici convenzionati.

L’obiettivo è rendere più semplice il controllo delle scadenze e ridurre il rischio di dimenticare il pagamento.

Le esenzioni regionali rimangono

La riforma delle scadenze non significa però che tutte le agevolazioni regionali verranno cancellate.

Le singole Regioni continueranno a prevedere, nei limiti stabiliti dalla normativa, riduzioni ed esenzioni specifiche. Alcune agevolazioni possono riguardare, per esempio, determinate categorie di veicoli oppure le auto ibride ed elettriche.

Di conseguenza, anche con un sistema nazionale più uniforme per le scadenze, l’importo effettivamente dovuto e le eventuali agevolazioni continueranno in alcuni casi a dipendere dalla Regione di residenza e dalle caratteristiche del veicolo.

Novità anche per il noleggio a lungo termine

Un’altra area interessata dalla riforma è quella delle auto a noleggio a lungo termine.

Dal 2027 dovrebbe diventare più strutturata l’annotazione dei contratti di noleggio senza conducente presso il Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

La misura punta a rendere più chiaro il collegamento tra veicolo, utilizzatore e soggetto responsabile del pagamento della tassa, facilitando anche i controlli da parte delle amministrazioni.

Banche dati e controlli più efficienti

La riforma interviene anche sulla gestione delle informazioni relative al bollo.

Gli archivi regionali dovrebbero essere maggiormente coordinati, creando una base informativa più uniforme. Questo permetterebbe di rendere più rapidi i controlli sui pagamenti mancanti e di facilitare il recupero delle somme non versate.

Per gli automobilisti questo significa una maggiore attenzione alle scadenze: eventuali mancati pagamenti potrebbero essere individuati più facilmente attraverso sistemi informatici integrati.

Quanto si continuerà a pagare?

Un punto importante è che la riforma non modifica il principio generale utilizzato per calcolare il bollo.

L’importo dipende principalmente dalla potenza del veicolo espressa in kW e dalla classe ambientale, oltre che dalle eventuali maggiorazioni o agevolazioni previste a livello regionale.

Per le autovetture, le tariffe di riferimento sono:

Classe ambientaleFino a 100 kWOltre 100 kW
Euro 03,00 €/kW4,50 €/kW
Euro 12,90 €/kW4,35 €/kW
Euro 22,80 €/kW4,20 €/kW
Euro 32,70 €/kW4,05 €/kW
Euro 4, 5 e 62,58 €/kW3,87 €/kW

A queste cifre va poi considerata l’addizionale regionale, che può variare in funzione del territorio.

Un esempio pratico

Per un’auto Euro 6 da 55 kW, applicando la tariffa di 2,58 euro per kW, il calcolo di base sarebbe:

55 × 2,58 = 141,90 euro

Per una vettura Euro 6 da 120 kW, invece, il calcolo sarebbe:

100 × 2,58 + 20 × 3,87 = 335,40 euro

L’importo finale può quindi essere diverso in base all’addizionale regionale.

E il superbollo?

Per le vetture con potenza superiore a 185 kW continua inoltre ad applicarsi il superbollo, secondo le regole previste dalla normativa.

La riforma delle scadenze del bollo ordinario, quindi, non coincide con un’abolizione del superbollo né modifica automaticamente le disposizioni già previste per questa imposta.

In sintesi: cosa cambia per gli automobilisti

Le principali novità possono essere riassunte in quattro punti:

  • scadenze più uniformi per il pagamento del bollo;
  • nuove regole per il primo pagamento delle auto immatricolate;
  • maggiore tracciabilità dei veicoli in noleggio a lungo termine;
  • controlli e banche dati più coordinati tra le amministrazioni.

Rimangono invece le differenze regionali relative a agevolazioni, esenzioni e addizionali.

Per chi possiede un’auto, la novità più concreta sarà quindi soprattutto una maggiore uniformità nelle scadenze, mentre il metodo di calcolo dell’importo del bollo rimane sostanzialmente invariato.

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