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Il Marocco sorpassa l’Italia nella produzione auto: Stellantis guida la svolta nordafricana

In un panorama industriale in rapido mutamento, il Marocco conquista la scena automobilistica europea superando l’Italia nella produzione di veicoli. Il dato sorprende: quasi un milione di auto prodotte nel 2025 nel regno di Mohammed VI contro le circa 475mila italiane. A trainare questo sorpasso è Stellantis, colosso nato dalla fusione tra FCA e PSA, che ha trovato nel Nord Africa condizioni decisamente più favorevoli.

Kenitra, la nuova capitale dell’auto Stellantis

Il cuore della rivoluzione industriale si chiama Kenitra. Qui Stellantis ha investito oltre 1,2 miliardi di euro per ampliare il proprio stabilimento, portando la capacità produttiva a 400mila veicoli, con l’obiettivo dichiarato di superare il mezzo milione. In questo hub nascono modelli come Peugeot 208, Fiat Topolino, Citroën Ami, Opel Rocks, e presto anche la Grande Panda

e, forse, l’Alfa Romeo Junior.

Un risultato che, a conti fatti, eclissa la produzione combinata dei sei impianti italiani del gruppo.

I vantaggi del modello marocchino

Come è possibile che un Paese con due sole case automobilistiche nazionali – la piccola Neo Motors e l’esclusiva Laraki – riesca a battere un Paese con una lunga tradizione come l’Italia? La risposta è nel contesto economico e politico: tasse quasi inesistenti, manodopera sei volte meno costosa, sostegni governativi e una forte volontà politica.

Il re Mohammed VI ha puntato moltissimo sull’industria dell’auto, tanto che secondo alcune fonti sarebbe personalmente interessato a ogni fase dello sviluppo del comparto. Il Marocco, oggi, non è solo un assemblatore: è un polo strategico per l’export europeo, con oltre 700mila veicoli esportati nel solo 2024.

L’Italia rallenta, Stellantis accelera altrove

Mentre Mirafiori rallenta e altri storici impianti italiani faticano a rimanere competitivi, Stellantis guarda altrove. E la Borsa premia: il titolo ha registrato un balzo del +3,22% a Piazza Affari dopo l’annuncio degli ultimi dati produttivi.

Una conferma che il centro di gravità dell’automotive si sta spostando, e l’Italia rischia di perdere definitivamente il ruolo di protagonista nel settore, se non riuscirà a rispondere con politiche industriali adeguate e incentivi concreti.

Il futuro? Sempre più globalizzato

Con Renault ben posizionata a Tangeri (fra 370mila e 500mila vetture l’anno), e Stellantis che continua a investire a sud del Mediterraneo, l’equilibrio storico del settore automobilistico europeo sta cambiando.

Il messaggio è chiaro: dove ci sono costi ridotti, stabilità politica e infrastrutture moderne, le grandi multinazionali vanno. E se il Piemonte vuole ancora contare qualcosa, dovrà fare di più che lamentarsi della concorrenza estera.

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