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Biauto accelera sull’usato: a maggio apre il Biautlet e il gruppo chiude il 2025 con ricavi record

Marco Utili, CEO Biauto

Marco Utili, amministratore delegato di Biauto, annuncia l’apertura di un nuovo Biautlet dedicato alle auto di seconda mano e semestrali, prevista per il mese di maggio in corso Giulio Cesare, alle porte di Torino. Un progetto che guarda sia al segmento premium sia alle famiglie, ampliando l’offerta del gruppo in una fase di profonda trasformazione del mercato automobilistico.

«Vogliamo intercettare esigenze diverse, mantenendo alto il livello qualitativo», spiega Utili, sottolineando come il nuovo punto vendita rappresenti una vetrina strategica per la città.

Un nuovo spazio tra design, arte e sostenibilità

Il Biautlet si sviluppa su 5 mila metri quadrati, con anche un’area esterna, ed è caratterizzato da un design industriale ed ecosostenibile. A colpire è soprattutto il ledwall retroilluminato, visibile anche di notte, pensato come elemento iconico.

«È il nostro biglietto da visita urbano», racconta l’ad. L’ispirazione arriva dal mondo della creatività contemporanea, con un richiamo diretto ad Artissima, ma anche a eventi simbolo di Torino come le Atp Finals e il Torino Film Festival. Il 2026, secondo Utili, si preannuncia come un anno «pieno e positivo», sia per il settore sia per il gruppo.

I numeri del 2025: fatturato a 520 milioni

Dopo l’acquisizione di Autocrocetta di Moncalieri, Biauto si conferma come terzo concessionario ufficiale BMW in Italia e primo in Piemonte. I risultati economici raccontano una crescita costante:
«Nel 2024 avevamo un fatturato di 430 milioni di euro. Il 2025 si chiude a 520 milioni, con ricavi cresciuti di dieci volte rispetto al 2010 e 536 dipendenti».

Tutto il personale di Autocrocetta è stato integrato, con un cambio limitato al top management. Inoltre, l’unione di quattro carrozzerie ha dato vita a Novameta, uno dei maggiori poli del settore, attivo anche per i clienti privati.

Auto come servizio: il modello “Netflix”

Guardando al mercato, Utili non nasconde le complessità: «È una fase confusa. Il nostro compito è indirizzare il prodotto giusto al cliente giusto, che sia ibrido o elettrico». Cresce intanto il ricorso al noleggio, favorito da nuove formule di utilizzo: «L’auto oggi è sempre più un servizio, paghi in base a ciò che usi, un po’ come accade con Netflix».

Il turnover medio di un’auto è di circa tre anni, complice l’evoluzione tecnologica sempre più rapida. Cambia anche il rapporto con le nuove generazioni: «I giovani vogliono ancora l’auto, ma in modo diverso. La passione si è spostata dalla meccanica all’estetica, dall’idea di libertà all’immagine, spesso amplificata dai social».

Intelligenza artificiale sì, ma con le persone al centro

Con 17 punti vendita, che diventeranno 18 da marzo grazie a una nuova officina specializzata Mercedes, Biauto punta su spazi fisici come luoghi di relazione. «Quando un cliente lascia l’auto, deve trovare persone, non solo servizi: test drive, consulenze, simulazioni».

L’intelligenza artificiale generativa è già utilizzata, ad esempio attraverso chatbot per le richieste online, ma Utili è chiaro: «È uno strumento utile, soprattutto per superare barriere linguistiche, ma deve restare nelle retrovie. Il contatto umano resta centrale».

Formazione e territorio: academy e charity

Il legame con il territorio è una scelta strategica. «In passato abbiamo pensato all’estero, ma questo resta un mestiere di prossimità», afferma l’ad. Due le direttrici principali: formazione e solidarietà.

Sul fronte academy, il progetto avviato due anni fa coinvolge Itis e Salesiani per la formazione dei meccanici: «Abbiamo già inserito 30 giovani, con oltre 120 stage nelle nostre officine». Parallelamente, dopo l’ingresso in Api, il gruppo investe anche nella formazione commerciale e nella gestione dei clienti.

Sul piano sociale, Biauto sostiene iniziative benefiche come “C for Charity”, che permette a migliaia di minori di accedere alle cure mediche. «Nel 2024 abbiamo destinato 100 mila euro alle onlus locali. L’obiettivo è aumentare ancora il nostro contributo».

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