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#FORUMAutoMotive: il settore auto chiede una svolta sul Green Deal europeo

Si è chiusa a Milano l’edizione 2026 di #FORUMAutoMotive, l’evento ideato da Pierluigi Bonora che ha riunito i principali protagonisti della filiera automotive. Il messaggio emerso è stato netto: non bastano più piccoli aggiustamenti, serve un cambio deciso nella strategia europea sulla transizione ecologica.

Un clima di forte preoccupazione per l’industria

Durante il forum, il tono degli interventi è apparso tutt’altro che rassicurante. L’intero comparto ha espresso timori concreti non solo sul piano industriale, ma anche su quello occupazionale e geopolitico. Al centro delle critiche c’è il Green Deal promosso dall’Unione Europea, ritenuto da molti operatori troppo rigido e poco aderente alla realtà del mercato.

Secondo diversi relatori, l’attuale impostazione rischia di non riuscire a bilanciare tre elementi fondamentali: sostenibilità ambientale, competitività economica e tenuta sociale.

Pressioni globali e concorrenza crescente

Uno dei punti più discussi riguarda la crescente pressione internazionale. L’avanzata dei costruttori asiatici, in particolare quelli cinesi, rappresenta una sfida sempre più concreta per l’industria europea.

I dati presentati da AlixPartners delineano uno scenario chiaro: il mercato europeo resta sostanzialmente fermo, mentre la presenza dei brand cinesi è destinata a crescere fino al 13% entro il 2030. In Italia, il trend è già evidente, con una quota raddoppiata nel giro di un anno.

A pesare sono anche altri fattori: costi energetici elevati, difficoltà nella supply chain e un quadro normativo percepito come penalizzante.

La critica al modello europeo

Tra le voci più incisive, quella di Marco Bonometti, presidente e amministratore delegato di OMR Automotive. Il manager ha sottolineato come il Green Deal nasca da obiettivi condivisibili, ma sia stato implementato con strumenti inadeguati.

Secondo Bonometti, senza un cambio di approccio concreto, l’industria automobilistica europea rischia di perdere terreno in modo irreversibile. Il tema non è solo ambientale, ma riguarda anche occupazione ed equilibrio economico: il settore, infatti, genera milioni di posti di lavoro e un impatto fiscale rilevante.

Neutralità tecnologica: la richiesta della filiera

Uno dei concetti più ricorrenti emersi durante #FORUMAutoMotive è quello di “neutralità tecnologica”. In sostanza, la filiera chiede che non sia la politica a imporre una singola direzione – come quella esclusivamente elettrica – ma che si lasci spazio a diverse soluzioni, in base all’evoluzione del mercato e delle tecnologie.

L’obiettivo è evitare vincoli che possano rallentare l’innovazione o penalizzare la competitività delle imprese europee.

Energia, materie prime e autonomia industriale

Le criticità non si limitano alle normative. Il forum ha acceso i riflettori anche su problemi strutturali come l’approvvigionamento di materie prime, i rincari energetici e le tensioni geopolitiche.

Questi fattori stanno incidendo sui costi di produzione e aumentando la dipendenza dall’estero, proprio mentre l’Europa dovrebbe rafforzare la propria autonomia industriale.

Innovazione e nuove sfide tecnologiche

Accanto alle preoccupazioni, non sono mancati segnali di apertura verso il futuro. Aziende come Stellantis, Bosch, A2A E-Mobility e DEKRA hanno evidenziato come la competizione globale si giochi sempre più su innovazione e tecnologia.

L’auto sta cambiando natura: non è più solo un prodotto meccanico, ma un sistema digitale evoluto, sempre aggiornabile e connesso. Software, intelligenza artificiale e cybersecurity diventano elementi centrali per restare competitivi.

Un equilibrio ancora da trovare

Il quadro che emerge da #FORUMAutoMotive è complesso e ricco di contraddizioni. Da un lato, la necessità di accelerare sulla sostenibilità; dall’altro, il rischio di compromettere la solidità industriale europea.

La filiera chiede meno rigidità ideologica e più dialogo con le imprese, mettendo al centro consumatori, lavoro ed energia. Resta ora da capire se queste richieste verranno ascoltate a livello europeo o se il settore dovrà adattarsi a uno scenario deciso altrove. https://forumautomotive.eu/

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